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a casa
I due uomini per risarcire le brecce aperte dell’esilio, si sono
messi a scrivere. La scrittura si è imposta a loro come un’urgenza.
Avevano ciascuno un manoscritto sotto il braccio...
Questa immagine mi ha accompagnato per molto tempo. Portava in sé
un miscuglio di disperazione e di speranza. Scrivere. Scrivere per
non impazzire, per aggrapparsi alle proprie radici, per tradurre i
lunghi e dolorosi silenzi che attraversano le nostre vite.
"Scrivo per non avere più una faccia"
Vorrei solo aiutarti ad imparare presto e meglio la nostra lingua.
Vorrei farti sentire la nostra terra più vicina ed ospitale affinché
essa ti sembri familiare come la tua patria o come quel vento, quel
desiderio ardente che ti ha spinto e condotto fino a noi in cerca di
fortuna.
Ti chiedo di poter leggere addirittura le lettere che scrivi a casa.
So bene che ti sto chiedendo molto, ma la mia domanda e la mia ricerca
non sono fuorvianti.
Credo di saper interpretare i sentimenti altrui ma primariamente mi
piace rispettarli. Desidero che tu possa sentirti libero di farci leggere
i tuoi scritti, affinché si possa raccoglierli e pubblicarli.
Racconta la tua storia. Parla delle tue speranze.
Le tue ansie e le tue paure possono aiutare tutti noi a comprendere
meglio le tue esigenze, affinché si possa integrarle con le nostre
abitudini.
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