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Il prog. editoriale
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Gli esercizi
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Leggere_è_gustare
«Cominciavano a sparire le lucciole. Non si vedevano più le
rondini in città. C’erano i lager per le carni bianche. Tagliavano ali, tranciavano
becchi. Dicevano che così bisognava fare. C’era la fretta di farli ingrassare. C’erano
i nuovi bovari nelle stalle e tutto era pulito. Igienicamente garantito. Alle bestie
non fu più dato il nome. Nelle campagne c’erano tute bianche tra i filari e puntuali
irrorazioni. C’era il Corsaro disperato che avvertiva e spiegava come e perché non
eravamo più quelli, come e perché eravamo diventati "ridicoli, mostruosi, criminali".
C’era chi parlava di crescita zero ed era schernito. C’era stata la lentezza e la
pazienza delle stagioni».
I libri non sono un sugo pronto?
Qualche domanda: voi di solito cenate in piedi o a lume di
candela? Avete mai provato a leggere in piedi o appollaiati sui gradini di un
tram affollatissimo? Non è proprio comodo, vero? Allora mettetevi seduti e
ascoltate! Non ho detto in ginocchio, non dovete pregare, e non pensate subito
al male, non voglio imporvi le mie mani paterne e non voglio allacciarvi il
bavaglino come si fa con i bambini. Vi consiglio di restare in piedi solo se
dovete recitare. Seduti, o si mangia o si legge.
Ho voluto aprire questa sezione tutta dedicata al gusto perché a parer mio i
sapori oggi sono di salute cagionevole. Non è polemica la mia. A pensarci bene,
leggere e gustare consumano gli stessi gesti, per esempio un libro si apre o si
spalanca a seconda della fame che si ha. A mie spese ho imparato che consultare
è masticare un panino in tutta fretta, mentre leggere è assaggiare, inzuppare
pane in un sugo di lepre.
Libri come vongole, in riva al mare si possono sgusciare, allora si apparecchia
la tavola come ci si prepara alla lettura. Cucinare non è cuocere, unire non è
mischiare.
Lettori e commensali sono palestrati, fanno ginnastica con i muscoli facciali e,
seduti nella stessa posizione, divorano con lo sguardo.
Segnaliamo luoghi, trascriviamo ricette per la
salute dei nostri lettori.
© Vincenzo Naclerio
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