Il sogno esplode contattaci
Leggere_è_gustare

 

«Cominciavano a sparire le lucciole. Non si vedevano più le rondini in città. C’erano i lager per le carni bianche. Tagliavano ali, tranciavano becchi. Dicevano che così bisognava fare. C’era la fretta di farli ingrassare. C’erano i nuovi bovari nelle stalle e tutto era pulito. Igienicamente garantito. Alle bestie non fu più dato il nome. Nelle campagne c’erano tute bianche tra i filari e puntuali irrorazioni. C’era il Corsaro disperato che avvertiva e spiegava come e perché non eravamo più quelli, come e perché eravamo diventati "ridicoli, mostruosi, criminali". C’era chi parlava di crescita zero ed era schernito. C’era stata la lentezza e la pazienza delle stagioni».

    • Alfredo Tamisari

 

I libri non sono un sugo pronto?

Qualche domanda: voi di solito cenate in piedi o a lume di candela? Avete mai provato a leggere in piedi o appollaiati sui gradini di un tram affollatissimo? Non è proprio comodo, vero? Allora mettetevi seduti e ascoltate! Non ho detto in ginocchio, non dovete pregare, e non pensate subito al male, non voglio imporvi le mie mani paterne e non voglio allacciarvi il bavaglino come si fa con i bambini. Vi consiglio di restare in piedi solo se dovete recitare. Seduti, o si mangia o si legge.

Ho voluto aprire questa sezione tutta dedicata al gusto perché a parer mio i sapori oggi sono di salute cagionevole. Non è polemica la mia. A pensarci bene, leggere e gustare consumano gli stessi gesti, per esempio un libro si apre o si spalanca a seconda della fame che si ha. A mie spese ho imparato che consultare è masticare un panino in tutta fretta, mentre leggere è assaggiare, inzuppare pane in un sugo di lepre.

Libri come vongole, in riva al mare si possono sgusciare, allora si apparecchia la tavola come ci si prepara alla lettura. Cucinare non è cuocere, unire non è mischiare.
Lettori e commensali sono palestrati, fanno ginnastica con i muscoli facciali e, seduti nella stessa posizione, divorano con lo sguardo.

Segnaliamo luoghi, trascriviamo ricette per la salute dei nostri lettori.

© Vincenzo Naclerio

Pantuost ® di Agerola (Costa d’Amalfi)

Regolarizza l'intestino e combatte il mal di testa... è un pane tipico sottoposto a una doppia cottura che a contatto con l'acqua ritorna alla sua fragranza originale, insomma un piccolo gioiello di bontà che permette di avere sempre un pane a disposizione, senza il minimo spreco, è l'altra faccia di un prodotto congelato, io direi asciugato.

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