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Il prog. editoriale
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L’editore
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Gli impulsi
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Gli esercizi
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L’editoria dei manager [...] desidera dei semplici esecutori di politiche
decise dalle direzioni commerciali, che per guardare ai risultati del trimestre
in corso finiscono per propiziare futuri disastri collettivi, non solo librari.
Impenetrabile, controverso, oscuro, lattiginoso, intricato, a tinte forti,
sono questi gli aggettivi, i colori del nostro mercato editoriale.
Da noi e' difficile farsi strada nel campo della letteratura o delle arti in genere.
A dire il vero non conosco le ragioni di tutto questo; spesso mi sono risentito
portando dentro di me un cruccio. Quasi un tormento, una
tristezza.
I poeti ( ad esempio ) sono considerati al pari di un olio esausto, essi
sono tuttora chiusi in timidi cenacoli, prigionieri delle loro stesse emozioni.
Hanno in testa un palcoscenico che non vede mai la prima dello spettacolo che
stanno preparando. La scena è sempre in allestimento. Sempre un rimandare.
Gli editori dal canto loro hanno certamente le loro buone ragioni: sostengono
che le vendite di libri non sono redditizie.
Se lo scenario e' questo - piuttosto che rinunciare - ho preferito tentare
una ricerca: unire i colori alle parole.
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Ho trasformato, in base alle leggi vigenti, la mia bottega polverosa in una moderna officina;
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ho messo a punto, con sacrificio, questo sito, dove accolgo le voci della crescita;
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ho selezionato, dopo anni di oscuro e lento lavoro, un gruppo che spero
s'ingrandisca sempre più e si guadagni ben presto la fama di movimento
dove entusiasmo e passione siano il nuovo carisma.
Più che provocare il mio progetto vuole scavare, "preparare giorni e stagioni
a misura dei nostri sogni" (P. Eluard), scoprire, sperimentare.
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