Il sogno esplode contattaci


Un progetto per la moda

«Anche mio padre faceva il sarto, ma come secondo lavoro, e ogni estate tornava al paese per salutare il vecchio Marcelin, suo maestro di bottega. "Gurda che roba, guarda che schifo!" diceva davanti alle vetrine delle prime confezioni. E coś continuo a tagliare , cucire, e mettere in prova, giacche, tailleur e palṭ per tutta la famiglia. Al paese c’era mio cugino Vittorino [...] come falegname era bravo e preciso, ma quando venne a Milano, anḍ in Brianza a lavorare e gli dissero che era troppo lento per i mobili in serie»

    • Alfredo Tamisari

 

[sezione in allestimento]

 

 

 
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